Teismo o Panteismo?

Al ritorno di idealismo corrisponde oggi un ritorno di panteismo. Esso sorge dal confronto non riuscito con l’idealismo tedesco, specie Hegel e soprattutto in cristologia. Il panteismo, da sempre presente in India, non ha nell’Occidente antico una storia importante, se si esclude Parmenide. Col diffondersi del cristianesimo, erede del teismo ebraico, attaccatissimo alla gnoseologia realistica e quindi  al Dio unico e trascendente, il panteismo ha sempre fatto orrore, giacchè è stato collegato col peccato Adamo che ha voluto mettersi alla pari di Dio o sostituirsi a Dio. Gesù stesso fu condannato a morte come bestemmiatore, perché lui, semplice uomo, secondo i suoi nemici, aveva voluto farsi Dio.

Così nel Medioevo un S.Tommaso ignora quasi completamente il problema del panteismo, perché ai suoi tempi non si poneva affatto, se escludiamo il caso di Amalrico di Bène, contro il quale l’Aquinate, sempre molto contenuto nel suo linguaggio, ha un’espressione severissima (“stultissime dixit”). Nel 1310 fu giustiziata a Parigi Margherita Porète sotto l’accusa di panteismo.

Ma verso la fine del Medioevo comincia a sorgere paradossalmente un panteismo cristiano a causa di una cattiva interpretazione del mistero dell’Incarnazione, che non tiene conto della distinzione delle due nature in Cristo stabilita dal Concilio di Calcedonia contro Eutiche che mescolava la natura divina con quella umana, come se nell’Incarnazione la divina diventasse umana. Così nei primi secoli la Chiesa aveva condannato l’eresia degli “isocristi”, alcuni che credevano di essere uguali a Cristo.

Ma la mistica della fine del Medioevo, soprattutto in Germania, di tendenza irrazionalistica, cominciò ad esaltare talmente l’unione intima e immediata con Cristo, anche al di là della mediazione oggettiva della Chiesa e dei sacramenti, da concepire l’unione con Cristo come una specie di fusione dell’anima con Dio o di vera e propria trasformazione dell’anima nella natura divina. E’ questo il caso di Meister Eckhart e dell’anonimo libretto La Teologia Tedesca, molto ammirato da Lutero. Lo stesso Lutero, benchè indubbiamente attaccato al realismo e al teismo biblico, tuttavia, con la sua pretesa di scavalcare la mediazione oggettiva della Chiesa, favorì un accentuato soggettivismo, il quale, condotto alle estreme conseguenze, certamente aprì le porte alla mistica immanentistica di un  Jacob Böhme e successivamente al panteismo di Hegel, a sua volta ammiratore del Böhme.

Si sa come il linguaggio dei mistici è spesso metaforico, enfatico e paradossale. Capita che essi manchino del linguaggio preciso ed univoco della formazione scolastica. Tuttavia, nel caso dei mistici di santa vita, come per esempio un Eckhart, si può pensare che certe espressioni oggettivamente errate non rispecchino le intenzioni profonde degli autori, ma siano dovute al massimo ad imprudenza nell’uso dei termini o da certe emozioni, in sé elevate, ma poco controllate.

Il panteismo nella storia ha esercitato un certo influsso in tutte tre le religioni monoteistiche, benchè in se stesse fondate sulla trascendenza del Dio dell’Antico Testamento. Così nell’ebraismo abbiamo la tradizione kabbalistica che sfocia in Spinoza; nell’islamismo abbiamo il caso famoso di Al Allàsh nel sec.X. Quanto al cristianesimo, come ho detto, la concezione panteistica nacque a seguito di una falsa interpretazione dell’unione delle due nature in Cristo e col pretesto dell’unità della persona di Cristo.

Oggi, nel clima di dialogo e confronto con le culture non-cattoliche, esiste il rischio di abbandonare la cristologia calcedonese così sapientemente commentata dall’Aquinate, per lasciarsi influenzare, come ho detto, da varie forme di panteismo antiche e moderne, come per esempio la teosofia, la filosofia indiana, l’ermetismo, l’esoterismo massonico, l’antica misteriosofia pagana, il sufismo e la kabbala. Ma le forme più dotte e seducenti sembrano essere due: il panteismo storicista cristiano di Hegel e il panteismo eternalista di Severino. Si tratta in fondo di due forme di gnosticismo, più accentuato il secondo, in quanto Severino rifiuta esplicitamente il cristianesimo considerandolo “folle” a causa del dogma della creazione e ritiene di aver raggiunto una conoscenza dell’Eterno superiore a quella proposta dal cristianesimo.

Il panteismo è segnalato da Pio X come presente nel movimento modernista, dopo che era già stato condannato dal Concilio Vaticano I. Data l’attuale rinascita di modernismo, potremmo chiederci se non sarebbe bene che l’attuale Magistero della Chiesa rinnovasse tale condanna.

Padre Tyn spesso nei suoi scritti si confronta col panteismo e ne fa una critica acuta, sostenendo le ragioni del teismo. Egli non affronta soltanto direttamente il panteismo esplicito e formale, ma mostra anche come una certa concezione errata dell’essere in metafisica, una certa errata concezione di Dio o dell’uomo o della conoscenza o dell’agire umano o della libertà o della morale o della fede possano di fatto condurre come ad estrema conseguenza al panteismo.

Annunci

3 Risposte to “Teismo o Panteismo?”

  1. Matilde Says:

    Dopo la pubblicazione del libro di Padre Giovanni Cavalcoli, OP, “Karl Rahner. Il Concilio tradito” edito da Fede&Cultura di Verona, desidero proporre alla discussione un breve passo del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, Op, tratto dal Corso sulla Grazia (vedi Rubrica Lezioni del sito http://www.arpato.org).

    Da Lezione n. 2 sulla Grazia di P. Tomas Tyn (Pagina 8).

    “Studi più recenti: c’è la dottrina di K.Rahner che dice che la grazia è un’autocomunicazione di Dio. Questo si può intendere molto ortodossamente, nel senso che Iddio con la grazia comunica una participatio divinae naturae. Senonchè, Rahner insiste nel dire che la grazia non è un qualche cosa creato nell’anima, cioè impugna questa dottrina classica della Chiesa della grazia creata; ma dice che la grazia è sempre lo stesso Dio, presente nell’anima.
    In questo modo non ci sarebbe da distinguere Dio per essenza e Dio per partecipazione, la grazia è Dio tutto. Non vedo poi come si possa evitare in qualche modo il panteismo. Perchè Iddio è tutto in tutti, non in senso ortodosso, cioè diventa presente nell’uomo secondo la sua essenza .
    Rahner sostiene la tesi della grazia increata: tema ben noto anche nella Scolastica, solo che San Tommaso dirà che la grazia increata è l’atto con cui Dio conferisce la grazia, e questo è ovvio; in tal senso la grazia conferita è ovviamente increata. Il grande mistero è: come in un’essenza creata viene espressa la partecipazione di un che di increato .
    San Tommaso dice che è un accidens, sì, ma non è tutto creato; è creato come un accidens in anima, però è un accidente che deriva, non dalla sostanza , ma bensì dall’alto, dalla presenza di una natura superiore. Però, tale natura, che è Dio, non è immediatamente presente al soggetto: ciò non sarebbe possibile, perchè Dio non può essere la forma di nessuna creatura; Dio si rende presente tramite una forma creata intermedia . Che Rahner non ammette, a causa del suo fondamentale esistenzialismo, e siamo ancora nella distruzione sistematica dell’essenze , ormai di nominalistica memoria.
    Rahner parla di un esistenziale soprannaturale, che è proprio dell’uomo in modo immeritato. Vedo una contraddizione: non vedo come possa essere immeritato ciò che è proprio dell’uomo e le proprietà dell’uomo. La difficoltà sta ancora nel non vedere più le essenzialità dell’uomo .
    Rahner è stato un fedele discepolo di Heidegger. Secondo Rahner, ogni uomo è in qualche modo avvolto nella grazia di Dio, anche i peccatori, in modo negativo però, esigenziale. Dio avvolge ogni uomo, perchè ogni uomo ha come proprietà la presenza divina.
    Per Rahner non è concepibile ontologicamente ed esistenzialmente l’uomo, se non come un continuo trascendersi verso Dio. Quindi Dio, presente nell’uomo, è un’esigenza dell’uomo; ma, contraddittoriamente, è una esigenza non esigita, cioè non meritata.
    Questa dottrina dell’“esistenziale soprannaturale” è caratteristica di Rahner. Insisterò molto sull’ordine naturale e l’ordine soprannaturale. Al giorno d’oggi, anche fra i teologi, scompare la distinzione tra l’ordine naturale e quello soprannaturale. Ora, non solo tale distinzione è dogmaticamente definita, perchè il Vaticano I a tale riguardo è estremamente chiaro nella distinzione dei due ordini, mentre Papa Pio XII fa vedere il pericolo di non tenere più distinta la natura e l’ordine soprannaturale.
    Se si confondono i due ordini, si fa torto ad entrambi. Generalmente si vuole esaltare l’uno contro l’altro e si distruggono tutti e due. I naturalisti riducono tutto il soprannaturale al naturale. Questo è l’errore dei razionalisti: il soprannaturale è ridotto razionalisticamente al naturale. I miracoli non esistono, sono delle cose occulte della natura, tutto va ricondotto alla natura.
    Il soprannaturalismo dice tutto il contrario: tutto ciò che succede è già iscritto nel mistero della Croce. Cosa estremamente pericolosa, perchè, in questa prospettiva, il Cristo non è più un dono del Padre, ma un qualche cosa di dovuto alla stessa natura.”

  2. LDCaterina63 Says:

    Ci tengo ad intervenire nell’argomento proprio perchè sono davvero ignorante in materia e vi ringrazio per questi approfondimenti!
    Sto leggendo ora in questi giorni il libro di padre Giovanni Cavalcoli su Rakner e il Concilio, intanto lo ringrazio per il linguaggio diretto e abbastanza abbordabile (per me almeno) che aiuta a comprendere argomenti davvero difficili e lontani non solo a causa della assordante cultura materialistica del nostro tempo, ma anche perchè digiuni di tali esercizi dialogativi assenti in ogni catechismo o assenti proprio dagli incontri di livello parrocchiali….per questo lo ringrazio davvero…
    ed anche a Matilde (suora ?) ^__^ per l’approfondimento con la catechesi di padre Tomas Tyn…pertanto vi chiederei se fosse possibile approfondire maggiormente l’argomento perchè davvero credo sia un aspetto molto importante al giorno di oggi.

    Per esempio, il titolo stesso: Teismo o Panteismo? mi ha ricordato alcuni recenti ed interessanti argomenti critici sui recenti film di genere fantasy come Avatar e affini, nei quali emerge questo medesimo problema del panteismo…
    Grazie per questo supporto!

  3. arpatoblog Says:

    Tanto nella parola “teismo” quanto in “panteismo” entra la parola “Dio” e precisamente theòs, termine greco da cui derivano quelle due parole. “Teismo” significa l’affermazione di Dio, di un Dio unico; è quindi sinonimo di “monoteismo” e s’intende un Dio trascendente, distinto dal mondo. E’ quel Dio la cui esistenza può essere provata razionalmente in base al principio di causalità – Dio come causa creatrice del mondo -; insomma il Dio cristiano, anche se propriamente il Dio cristiano è quel Dio che si rivela come SS.Trinità.

    Esistono varie forme di teismo, più o meno perfette, a seconda della quantità e della correttezza degli attributi o delle qualità che vengono assegnati a Dio. Il teismo più perfetto, che ammette correttamente tutti gli attributi umanamente conoscibili, è il teismo cristiano; esistono anche teismi imperfetti, come per esempio quelli ereticali o quelli pagani. Così c’è chi riconosce alcuni attributi divini, ma ne nega altri. C’è per esempio chi ammette che Dio è infinito, assoluto, trascendente e misericordioso, ma poi crede che sia mutevole o che soffra o che si contraddica.

    “Pan-teismo” invece vuol dire: “tutto (pan) è Dio”. Ogni cosa è Dio. Dio è l’essere di ogni cosa. Quindi anche l’uomo è Dio. Il panteismo può avere diverse forme: si può considerare Dio come essenza o sostanza del mondo; si può pensare che esista solo Dio, sicchè il mondo fuori di Dio o è mera apparenza o esiste in Dio identico a Dio; si può considerare Dio come vertice dell’evoluzione del mondo; si può identificare Dio con l’essere: siccome ogni cosa ha l’essere, allora ogni cosa è Dio. Si può identificare Dio col divenire, in quanto Dio è il mondo e il mondo diviene. Oppure, siccome Dio è eterno, e il mondo è Dio, allora tutto è eterno.

    Dio è pensiero ed è spirito. Ma siccome Dio è il mondo, allora per il panteismo il mondo è pensiero ed è spirito. Per questa concezione la materia non esiste, oppure è anch’essa pensiero e spirito. Oppure Dio è materiale, perché Dio è il mondo e il mondo è materiale. La materia è Dio.

    La falsità del panteismo dovrebbe risultare evidente a chiunque riflette e ragiona correttamente, come invece dovrebbe essere evidente e certa l’esistenza di un Dio unico, trascendente e distinto dall’uomo.

    Eppure il panteismo, nelle sue varie forme, da quelle più grossolane a quelle più raffinate, ha sempre esercitato un fascino sull’uomo, sia ad oriente che ad occidente, anche se soprattutto ad oriente. La tentazione dell’occidente è piuttosto l’ateismo: Dio non esiste, sia trascendente o sia immanente al mondo.

    In realtà anche l’ateo ammette un dio, ossia un assoluto, un principio primo; solo che questo è il mondo o è l’uomo o è qualunque altra creatura (vedi l’idolatria e il politeismo). Chi poi non sa o non si pronuncia su Dio, ossia se esista o non esista, è l’agnostico o l’indifferente. In realtà anche lui non può fare a meno di un assoluto, solo che assolutizza il suo stesso dubbio o la sua stessa indifferenza.

    Padre Giovanni Cavalcoli,OP
    Bologna, 29 aprile 2010

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: