Archive for the ‘Teismo o Panteismo’ Category

Teismo o Panteismo?

dicembre 14, 2009

Al ritorno di idealismo corrisponde oggi un ritorno di panteismo. Esso sorge dal confronto non riuscito con l’idealismo tedesco, specie Hegel e soprattutto in cristologia. Il panteismo, da sempre presente in India, non ha nell’Occidente antico una storia importante, se si esclude Parmenide. Col diffondersi del cristianesimo, erede del teismo ebraico, attaccatissimo alla gnoseologia realistica e quindi  al Dio unico e trascendente, il panteismo ha sempre fatto orrore, giacchè è stato collegato col peccato Adamo che ha voluto mettersi alla pari di Dio o sostituirsi a Dio. Gesù stesso fu condannato a morte come bestemmiatore, perché lui, semplice uomo, secondo i suoi nemici, aveva voluto farsi Dio.

Così nel Medioevo un S.Tommaso ignora quasi completamente il problema del panteismo, perché ai suoi tempi non si poneva affatto, se escludiamo il caso di Amalrico di Bène, contro il quale l’Aquinate, sempre molto contenuto nel suo linguaggio, ha un’espressione severissima (“stultissime dixit”). Nel 1310 fu giustiziata a Parigi Margherita Porète sotto l’accusa di panteismo.

Ma verso la fine del Medioevo comincia a sorgere paradossalmente un panteismo cristiano a causa di una cattiva interpretazione del mistero dell’Incarnazione, che non tiene conto della distinzione delle due nature in Cristo stabilita dal Concilio di Calcedonia contro Eutiche che mescolava la natura divina con quella umana, come se nell’Incarnazione la divina diventasse umana. Così nei primi secoli la Chiesa aveva condannato l’eresia degli “isocristi”, alcuni che credevano di essere uguali a Cristo.

Ma la mistica della fine del Medioevo, soprattutto in Germania, di tendenza irrazionalistica, cominciò ad esaltare talmente l’unione intima e immediata con Cristo, anche al di là della mediazione oggettiva della Chiesa e dei sacramenti, da concepire l’unione con Cristo come una specie di fusione dell’anima con Dio o di vera e propria trasformazione dell’anima nella natura divina. E’ questo il caso di Meister Eckhart e dell’anonimo libretto La Teologia Tedesca, molto ammirato da Lutero. Lo stesso Lutero, benchè indubbiamente attaccato al realismo e al teismo biblico, tuttavia, con la sua pretesa di scavalcare la mediazione oggettiva della Chiesa, favorì un accentuato soggettivismo, il quale, condotto alle estreme conseguenze, certamente aprì le porte alla mistica immanentistica di un  Jacob Böhme e successivamente al panteismo di Hegel, a sua volta ammiratore del Böhme.

Si sa come il linguaggio dei mistici è spesso metaforico, enfatico e paradossale. Capita che essi manchino del linguaggio preciso ed univoco della formazione scolastica. Tuttavia, nel caso dei mistici di santa vita, come per esempio un Eckhart, si può pensare che certe espressioni oggettivamente errate non rispecchino le intenzioni profonde degli autori, ma siano dovute al massimo ad imprudenza nell’uso dei termini o da certe emozioni, in sé elevate, ma poco controllate.

Il panteismo nella storia ha esercitato un certo influsso in tutte tre le religioni monoteistiche, benchè in se stesse fondate sulla trascendenza del Dio dell’Antico Testamento. Così nell’ebraismo abbiamo la tradizione kabbalistica che sfocia in Spinoza; nell’islamismo abbiamo il caso famoso di Al Allàsh nel sec.X. Quanto al cristianesimo, come ho detto, la concezione panteistica nacque a seguito di una falsa interpretazione dell’unione delle due nature in Cristo e col pretesto dell’unità della persona di Cristo.

Oggi, nel clima di dialogo e confronto con le culture non-cattoliche, esiste il rischio di abbandonare la cristologia calcedonese così sapientemente commentata dall’Aquinate, per lasciarsi influenzare, come ho detto, da varie forme di panteismo antiche e moderne, come per esempio la teosofia, la filosofia indiana, l’ermetismo, l’esoterismo massonico, l’antica misteriosofia pagana, il sufismo e la kabbala. Ma le forme più dotte e seducenti sembrano essere due: il panteismo storicista cristiano di Hegel e il panteismo eternalista di Severino. Si tratta in fondo di due forme di gnosticismo, più accentuato il secondo, in quanto Severino rifiuta esplicitamente il cristianesimo considerandolo “folle” a causa del dogma della creazione e ritiene di aver raggiunto una conoscenza dell’Eterno superiore a quella proposta dal cristianesimo.

Il panteismo è segnalato da Pio X come presente nel movimento modernista, dopo che era già stato condannato dal Concilio Vaticano I. Data l’attuale rinascita di modernismo, potremmo chiederci se non sarebbe bene che l’attuale Magistero della Chiesa rinnovasse tale condanna.

Padre Tyn spesso nei suoi scritti si confronta col panteismo e ne fa una critica acuta, sostenendo le ragioni del teismo. Egli non affronta soltanto direttamente il panteismo esplicito e formale, ma mostra anche come una certa concezione errata dell’essere in metafisica, una certa errata concezione di Dio o dell’uomo o della conoscenza o dell’agire umano o della libertà o della morale o della fede possano di fatto condurre come ad estrema conseguenza al panteismo.

Annunci