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Realismo o Idealismo?

agosto 13, 2009

Uno dei grandi cantieri di lavoro aperti nella teologia e specie nella cristologia di oggi è il confronto tra il realismo tomista e l’idealismo tedesco, specialmente Hegel fino ai suoi recenti eredi fenomenologi Husserl ed Heidegger. L’essere è distinto dal pensiero, l’essere è extra animam, come dice l’Aquinate, esiste in sé indipendentemente dal pensiero e prima del pensiero o è l’essere pensato, l’“essere trasparente a se stesso”, come dice Rahner, l’essere-che-appare-a-me?

Padre Tomas è netto nel sostenere il realismo e nel confutare l’idealismo. Occorrerebbe però uno spirito di maggiore accoglienza di quanto di valido esiste nell’idealismo? Non hanno essi qualche punto in comune? E se sì, quale?

Vano è il tentativo, fatto da alcuni filosofi, di cercare una terza via, un punto di vista superiore o di ammetterli come due legittime possibilità, con facoltà di scegliere la visione preferita. Lapidaria e giusta è la frase di Maritain, in Les degrés du Savoir, dopo una magistrale confutazione dell’idealismo: “Il faut choisir entre le réalisme et l’idéalisme comme entre le vrai et le faux”. Non ci sono vie di mezzo. Come già notava S.Tommaso (Sum.Theol.,I,q.85,a.2), o l’oggetto del nostro pensiero è il reale o sono le nostre idee. Non ci sono altre possibilità.

Ne va la concezione di valori vitali, come quello dell’essere, di Dio, del pensiero, della verità, della conoscenza, della coscienza, della ragione, della fede, dell’ortodossia e per conseguenza del Magistero della Chiesa, della convivenza umana, della morale, della dignità della persona umana, della vita cristiana.

L’idealismo è una gnoseologia che conduce, in teologia, al panteismo. Se infatti si dà identità di essere e pensiero, allora vuol dire che l’essere è divino e che quindi tutto è Dio, giacchè in realtà, come mostra l’Aquinate, solo in Dio essere e pensiero coincidono. In noi il pensante è distinto dal pensiero e dal pensato.

L’idealismo non è il “pensiero moderno”. E’ solo una della correnti del pensiero. Esiste anche il tomismo moderno, dei Maritain e dei Congar, con la differenza che questo è conforme alla sana ragione e conciliabile col dogma cattolico, mentre non altrettanto si può dire dell’idealismo, senza per questo misconoscerne aspetti positivi.

La Chiesa, soprattutto con Pio XII, ha condannato l’idealismo. Forse è bene che essa torni a condannarlo, giacchè oggi è tornato a diffondersi.

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