Rafforzamento o indebolimento del comunismo?

Il comunismo mondiale ha subìto indubbiamente un’evoluzione dai tempi di Padre Tyn ad oggi. Con lo scioglimento del sistema sovietico alcuni hanno parlato di “crollo del comunismo”. Ma in realtà non è così. Esso continua a sussistere in Cina, in vari paesi del mondo e dello stesso vecchio blocco sovietico, anzi qua e là è in aumento. E sussiste, come è noto, nella stessa Italia.

Ma che cos’ha in comune il comunismo dei tempi di Padre Tomas con quello di oggi? Notando le trasformazioni subìte, alcuni si chiedono perché i comunisti continuano ancora a chiamarsi tali. Indubbiamente anche in passato il comunismo è stato un movimento eterogeneo: un conto fu quello di Stalin, un conto quello di Tito, un conto il comunismo polacco, un conto quello cubano, un conto quello gramsciano. Indubbiamente comune è il richiamo a Marx, Engels e Lenin. Ma già problematico è stato da alcune parti l’aggancio a Stalin, giudicato come volgarizzazione grossolanamente materialistica dell’umanesimo fattore di degradazione della democrazia e della libertà.

Fattore comune è indubbiamente l’ateismo sulla base di un’idea della conoscenza di tipo realistico-materialistico-dialettico di origine hegeliano-feuerbachiana, con una concezione dell’uomo come essere collettivo-sociale (Gattungswesen) fattore e liberatore di se stesso nel corso della storia e mediante l’azione politico-culturale, il lavoro e l’assoggettamento della natura, dall’alienazione religioso-capitalistica dall’alienazione religioso-capitalistica con prospettiva di una società senza classi e l’abolizione dello Stato.

Altri princìpi, come quello della lotta di classe, della proprietà statale dei mezzi di produzione, della rivoluzione violenta, della dittatura del proletariato, della comunione dei beni, della lotta aperta contro la religione, sembrano essere da molte parti e in vari modi e misure accantonati o attenuati, per essere sostituiti da apporti o complementi provenienti da altre correnti filosofiche.

In tal modo si è dato spazio al pacifismo, all’ecologia, ai diritti umani, alle istanze etiche, alla libertà della persona, alla proprietà privata, alla libertà di mercato, al dinamismo bancario, a un certo interesse per le religioni e addirittura per le mistiche, soprattutto di tipo negativo, che richiamano in qualche modo – per esempio  il buddismo ed Heidegger – la tematica dell’ateismo. Qua e là si fa l’occhiolino persino al  tradizionale nemico, massimo esponente del pensiero “di destra”, Federico Nietzsche.

Si direbbe che il comunismo abbia saputo correggersi su alcuni punti e sia divenuto più umano o meno disumano, si sia accostato ai valori della coscienza, dello spirito, della giustizia, della democrazia, della sapienza, della stessa religione.

Si tratta di un mutamento sincero o di una tattica, della quale già parlava Lenin, per acquistare credito nei paesi dove il comunismo non è al governo, onde poi, una volta conquistato il potere, mettere in atto, anche con la forza, il programma comunista di abolizione della proprietà privata, di estinzione dello Stato e di distruzione della religione e di edificazione della società comunista atea e materialista, come è già stata notoriamente prevista e descritta da Marx?

Padre Tyn non aveva dubbi nel sostenere la seconda di queste alternative. E mostrava come in tutto il mondo il comunismo segua ed abbia seguìto la suddetta tattica. Quando gli amici gli facevano notare la moderazione del comunismo italiano, pur riconoscendo la crudeltà del comunismo cecoslovacco, egli regolarmente rispondeva confermando la sua tesi: In Italia non comandano i comunisti, al contrario della Cecoslovacchia, dove sono al potere.

D’altra parte come non riconoscere che il pontificato di Papa Giovanni XXIII, specialmente con la famosa enciclica Pacem in terris e  lo stesso Concilio Vaticano II hanno lasciato una traccia positiva nei rapporti tra cattolici e comunisti? Come non riconoscere che ci sono stati un travaso di idee, un rasserenamento del clima ed un abbattimento di steccati, in certa misura positivi? Come non riconoscere un qualcosa di positivo nella teoria della “convivenza pacifica” di Krusciov e della Glasnost di Gorbaciov?

Il pontificato di Giovanni Paolo II ha ricordato, soprattutto con la calibrata condanna della “teologia della liberazione”, i punti di contrasto fra cattolicesimo e comunismo, ma nel contempo, grazie alla sapiente collaborazione del Segretario di Stato Card.Casaroli, ha saputo ottenere lo scioglimento pressoché pacifico del blocco sovietico, avvenimento che, considerando come di solito va la storia in queste circostanze, ha del miracoloso. In questo contesto abbiamo la cosiddetta “rivoluzione di velluto” in Cecoslovacchia senza colpo ferire, esattamente come Padre Tomas aveva chiesto alla Madonna nell’offrire la sua vita per la Chiesa nella sua patria.

A che cosa mira attualmente il comunismo internazionale? Alla conquista del mondo secondo il puro programma di Marx o secondo un abile rimescolamento di carte, sempre sostanzialmente ateo ed antropocentrico, ma nella convinzione di rispondere alle esigenze della storia moderna?

E noi cattolici che dobbiamo fare? Siamo capaci di condurre i comunisti a Cristo, come ha fatto ed ha voluto fare Padre Tyn, distinguendo il rispetto per la persona dalla condanna dell’errore?

Oppure cincischiamo nella morta gora del dialogo progressista?

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2 Risposte to “Rafforzamento o indebolimento del comunismo?”

  1. LDCaterina63 Says:

    Se consideriamo il detto: il lupo cambia il pelo ma non il vizio, e l’associamo alla profetica lezione di padre Tomas Tyn, possiamo comprendere che il comunismo si è semplicemente rafforzato perchè in questi ultimi 40 anni ha trovati dei grandi alleati: i cattolici “non praticanti”….

    Si comprendo, è una assurdità, ma è così, l’aborto e il divorzio in Italia passarono grazie ai voti dei cattolici convinti dai “bravi comunisti” che ciò fosse una conquista della libertà e giammai un male… ma davvero eravamo così ignoranti e sprovveduti oppure eravamo già un branco di “non praticanti”, fanatici della libertà acquisita?
    Libertà da che cosa poi?
    Dalle dottrine della Chiesa ovvio, la lezione inflitta a Paolo VI all’uscita dell’Humanae Vitae è tristemente indimenticabile!

    Certo, il comunismo è cambiato, questo si, dalla Russia specialmente i cambiamenti si son visti…Putin la Notte di Pasqua accendeva un cero davanti al Patriarca Kirill e il Presidente è stato ripreso più volte a baciare l’Icona della Vergine Theothokos…

    Mi viene un dubbio: ma non è che forse siamo diventati NOI un pò più comunisti, specialmente in Italia?
    Battute a parte è indiscutibile che questa commistione fra catto-comunisti e l’ideologia della sinistra, abbia fatto una sorta di tregua e di accordo… non è un caso che esponenti della sinistra che si dicono cattolici, difendono l’aborto, il divorzio e perfino i Pacs o i DICO….

    No signori, il lupo cambia il pelo, ma non il vizio….sta a noi abbracciare il peccatore ma denunciando con fermezza l’errore e dove si annida il peccato!
    E padre Tomas Tyn aveva visto giusto!
    Fraternamente CaterinaLD

  2. arpatoblog Says:

    Tanto nella parola “teismo” quanto in “panteismo” entra la parola “Dio” e precisamente theòs, termine greco da cui derivano quelle due parole. “Teismo” significa l’affermazione di Dio, di un Dio unico; è quindi sinonimo di “monoteismo” e s’intende un Dio trascendente, distinto dal mondo. E’ quel Dio la cui esistenza può essere provata razionalmente in base al principio di causalità – Dio come causa creatrice del mondo -; insomma il Dio cristiano, anche se propriamente il Dio cristiano è quel Dio che si rivela come SS.Trinità.

    Esistono varie forme di teismo, più o meno perfette, a seconda della quantità e della correttezza degli attributi o delle qualità che vengono assegnati a Dio. Il teismo più perfetto, che ammette correttamente tutti gli attributi umanamente conoscibili, è il teismo cristiano; esistono anche teismi imperfetti, come per esempio quelli ereticali o quelli pagani. Così c’è chi riconosce alcuni attributi divini, ma ne nega altri. C’è per esempio chi ammette che Dio è infinito, assoluto, trascendente e misericordioso, ma poi crede che sia mutevole o che soffra o che si contraddica.

    “Pan-teismo” invece vuol dire: “tutto (pan) è Dio”. Ogni cosa è Dio. Dio è l’essere di ogni cosa. Quindi anche l’uomo è Dio. Il panteismo può avere diverse forme: si può considerare Dio come essenza o sostanza del mondo; si può pensare che esista solo Dio, sicchè il mondo fuori di Dio o è mera apparenza o esiste in Dio identico a Dio; si può considerare Dio come vertice dell’evoluzione del mondo; si può identificare Dio con l’essere: siccome ogni cosa ha l’essere, allora ogni cosa è Dio. Si può identificare Dio col divenire, in quanto Dio è il mondo e il mondo diviene. Oppure, siccome Dio è eterno, e il mondo è Dio, allora tutto è eterno.

    Dio è pensiero ed è spirito. Ma siccome Dio è il mondo, allora per il panteismo il mondo è pensiero ed è spirito. Per questa concezione la materia non esiste, oppure è anch’essa pensiero e spirito. Oppure Dio è materiale, perché Dio è il mondo e il mondo è materiale. La materia è Dio.

    La falsità del panteismo dovrebbe risultare evidente a chiunque riflette e ragiona correttamente, come invece dovrebbe essere evidente e certa l’esistenza di un Dio unico, trascendente e distinto dall’uomo.

    Eppure il panteismo, nelle sue varie forme, da quelle più grossolane a quelle più raffinate, ha sempre esercitato un fascino sull’uomo, sia ad oriente che ad occidente, anche se soprattutto ad oriente. La tentazione dell’occidente è piuttosto l’ateismo: Dio non esiste, sia trascendente o sia immanente al mondo.

    In realtà anche l’ateo ammette un dio, ossia un assoluto, un principio primo; solo che questo è il mondo o è l’uomo o è qualunque altra creatura (vedi l’idolatria e il politeismo). Chi poi non sa o non si pronuncia su Dio, ossia se esista o non esista, è l’agnostico o l’indifferente. In realtà anche lui non può fare a meno di un assoluto, solo che assolutizza il suo stesso dubbio o la sua stessa indifferenza.

    Padre Giovanni Cavalcoli,OP
    Bologna, 29 aprile 2010

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